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Naturali, biodinamici, rari

Piccoli produttori, fermentazioni spontanee e vitigni che altrove non si trovano: le perle enoiche italiane, e qualcuna d’oltralpe.

Etichetta dell’Orto di Venezia, il vino dell’isola di Sant’Erasmo
L’Orto di Venezia

Naturali e biodinamici

  • La scatola di Cantina Alchemica di Giorgio Mercandelli sul bancone

    Oltrepò Pavese

    I vini magici di Mercandelli

    Fermentazioni completamente naturali, assoluta assenza di solfiti aggiunti. «Vini profondi, esoterici, lunghissimi.»

  • Il Cesanese Collepazzo e il rosato Tucuca con le etichette dipinte

    Olevano Romano, Lazio

    I biodinamici della nostra regione

    Il Cesanese di Olevano Romano Collepazzo e il rosato Tucuca di Piero Riccardi e Lorella Reale.

  • Due bottiglie di Domaine Giachino

    Savoia

    Biodynamique di montagna

    Monfarina e Giac’ Potes di Domaine Giachino.

  • Tre bottiglie di Colomba Bianca: Grillo, Catarratto e Insolia

    Sicilia

    Più Sicilia di così non si può

    Grillo, Catarratto e Insolia di Colomba Bianca, un’azienda che lavora in biologico.

Alla ricerca di perle enoiche

  • Etichetta dell’Orto di Venezia 2017

    Isola di Sant’Erasmo, Venezia

    L’Orto di Venezia

    Un vino pieno di storia, l’unico prodotto a Venezia, sull’isola di Sant’Erasmo, da vitigni a piede franco.

  • Una bottiglia di Pretiosa Albanello di Cantine Gulino

    Sicilia

    Un vitigno salvato dall’oblio

    Pretiosa, Albanello IGP Terre Siciliane di Cantine Gulino: un vino prezioso come il suo nome.

  • Una bottiglia di Ruchè di Castagnole Monferrato

    Monferrato

    Una delle DOCG più piccole

    Il Ruchè di Castagnole Monferrato di Montalbera: morbido, scevro di sovrastrutture, perfetto per un pranzo domenicale.

  • Una bottiglia di Malvasia di Casorzo

    Asti

    Una malvasia a bacca nera

    La Malvasia di Casorzo, un’altra delle innumerevoli unicità italiane: il suo abbinamento perfetto sono le crostate di frutta rossa.

  • Il Professore con una bottiglia di Nosiola di Pisoni

    Trentino

    La Nosiola

    Uno dei vitigni portabandiera del Trentino: deve il nome alla sua nota di nocciola e tostatura. Di Pisoni.

  • Etichetta del Falerno del Massico di Campierti

    Campania

    Il vino dei Romani

    Il Falerno del Massico, amato fin dai tempi dei Romani e citato dai grandi autori latini.

  • Bottiglie di Piana dei Castelli con le etichette bianche

    Lazio

    Estremi e lineari

    I vini di Matteo Ceracchi di Piana dei Castelli, uno dei produttori più interessanti del Lazio: sostanza e verticalità.

Vini presentati in enoteca negli ultimi anni: le etichette ruotano, chiedete cosa c’è oggi.

Domande

Dove trovo vini naturali e biodinamici a Roma Prati?

Da Vi3, Vini Vizi & Virtù, in Piazza dell’Unità 15: vini da fermentazioni spontanee e senza solfiti aggiunti, biodinamici del Lazio e della Savoia, vitigni autoctoni rari.

Cosa vuol dire vitigno autoctono raro?

Un’uva coltivata quasi solo nel suo territorio d’origine, come l’Albanello in Sicilia, il Ruchè nel Monferrato o la Nosiola in Trentino. Il Professore ne racconta la storia prima di stapparli.

Siate curiosi

Chiedete al Professore il vitigno più strano che ha sugli scaffali: vi racconterà da dove arriva.